Contrastare crisi comparto estrattivo tiburtino.
Lo spettro della cassa integrazione nelle Aziende del settore estrattivo presenti nel bacino Guidonia-Tivoli, paventata di recente da un settimanale locale, rappresenta un campanello d’allarme non solo per gli operai impegnati nel comparto, ma, anche, per gli Amministratori delle due municipalità.
Non sappiamo se corrispondano al vero le stime che indicano in una forbice compresa tra il 20 ed il 40% la percentuale delle maestranze eventualmente interessate dal provvedimento.
Certo è, comunque, e non da oggi, che il settore, che occupa, direttamente e nell’indotto, migliaia di persone, vive momenti difficili.
Dovuti, pure, ultimamente, alle polemiche innescate dal fenomeno della subsidenza, che interessa, trasversalmente, i territori della Città dell’Aria e della Città d’Arte.
L’emungimento delle acque attuato (da anni) nel comprensorio è oggetto di attenzioni che, nel rispetto dei ruoli delle parti in causa (comparto estrattivo, Terme di Roma, cittadini, Municipi di Guidonia e Tivoli, Regione, eccetera) deve trovare una conclusione, quanto più condivisa, che dia certezze ad ognuno dei tre soggetti interessati. Il ruolo ed il futuro dei lavoratori, rispetto a quanto sopra, meritano un’adeguata considerazione. Tanto pi in un periodo, come l’attuale, caratterizzato da una recessione mondiale e dalla crisi dei mercati. Aspetti che rendono sempre meno competitivo il nostro Paese ed il sistema produttivo.
In tutto questo, e rispetto all’attivismo dell’Amministrazione tiburtina, non possiamo fare a meno di rilevare il poco protagonismo della Giunta Lippiello, da mesi avvitata in una crisi profonda e, come quasi sempre, assente dai grandi temi dell’agenda politica guidoniana.
