L’origine della “Festa d’Agosto” è da inserire nel ciclo delle liturgie penitenziali e di ringraziamento con le quali la Chiesa segnava lo svolgersi delle stagioni definite delle “Quattro tempora”. Queste erano dedicate alla penitenza al digiuno alla purificazione a livello simbolico e sacrale gestite da funzioni paraliturgiche. I giorni dedicati alla “Festa d’Agosto” rientrano in un periodo dove il mondo rurale considera in fase di esaurimento il periodo dei grandi lavori agricoli ed entra in un periodo disteso di ringraziamento e riposo.
“Nella cultura contadina il computo del tempo è fondato sul principio del ritorno dei segni propri della dimensione sacra che è, per essenza, immutabile.
Le festa d’Agosto di Montecelio: la storia e le sue origini
Storia processione di Montecelio
L’Eterno Presente si manifesta nel ciclo della luna, nel sorgere e nel tramontare del sole, negli aspetti della Natura, nel fiorire delle piante e nella maturazione dei frutti, nella vita degli animali e diviene misura dell’uomo.Accade così che il tempo sia concepito come un fatto concreto, operativo al quale i corpi celesti partecipano sia come comprimari nell’ampia macchina tecnico-religiosa, sia come elargitori e che il calendario sia il risultato di una trama simbolica e rituale composta dall’interazione di molti elementi, apparentemente diversi, ma in effetti omogenei per appartenere tutti alla sfera religiosa, e legati insieme dall’evento festivo inteso come, principio, fine e rifondazione mitica “.
” Festa di ringraziamento” a conclusione di un tempo di lavoro di incertezze di trepidazione e di paure per i raccolti iniziato con l’ultima domenica di aprile, durante la quale la popolazione chiede grazie attraverso espressioni di devozione alla Madonna (Messa e processione penitenziale).
Un riferimento particolare ritengo sia interessante fare in relazione alla tradizione legata alle Rogazioni, una funzione penitenziale che aveva lo speciale scopo di impetrare (rogare) da Dio il perdono dei peccati, la protezione dalle calamità naturali e l’assistenza alle attività dell’uomo, in particolare al lavoro della terra. Essa si svolge il 25 aprile (Litanie maggiori) e i tre giorni precedenti l’Ascensione, cioè il lunedì, il martedì e il mercoledì dopo la V domenica dopo Pasqua (Litanie minori). Si compone di due parti: la processione, durante la quale si recitano le Litanie dei Santi (donde il nome della funzione) e altre preghiere riportate dal Rituale Romanum, tit. X, cap. V; e la Messa, che ha un formulario proprio.
Per la processione il celebrante indossava amitto, camice, cingolo, stola e piviale di colore viola (oppure cotta e stola viola); il diacono amitto, camice, cingolo, stola e dalmatica viola; il suddiacono amitto, camice, cingolo e tunicella viola.
Davanti all’altare maggiore, i cantori eseguono l’antifona Exsurge, Domine, che ha la stessa struttura di un’antifona all’Introito (antifona – versetto salmodico – Gloria Patri antifona). Quindi tutti si mettono in ginocchio e si comincia il canto delle Litanie dei Santi. Giunti all’invocazione Sancta Maria, ora pro nobis si snoda la processione, che tradizionalmente attraversa tutto il territorio della parrocchia. Le Litanie dei Santi, com’è noto, non sono costituite soltanto dalla richiesta di intercessione alle anime beate, ma anche da una serie di invocazioni impetratorie (p. es.: Ab omni peccato, libera nos, Domine; Ut inimicos sanctae Ecclesiae humiliare digneris, te rogamus, audi nos).
La processione e la festa di agosto a Monteceli0 : storia
Durante la processione delle Rogazioni sono molto diffuse, anche se non esplicitamente previste dal Rituale, le benedizioni ai campi, alle vigne, ai fiumi e agli altri elementi della natura, che ben si accordano col fine impetratorio di tale funzione.
Ritornata la processione in chiesa, i cantori intonano il salmo 69, che viene cantato per intero col Gloria Patri. Quindi il celebrante aggiunge una serie piuttosto nutrita di versetti a carattere impetratorio. Seguono dieci orazioni (cantate di seguito, senza ripetere Oremus e concludendo solo l’ultima) che riprendono il tema dei versetti (per esempio, al versetto Oremus pro Pontifice nostro, corrisponde l’orazione Omnipotens sempiterne Deus), sintetizzando in modo assai efficace le intenzioni per le quali viene celebrata la funzione delle Rogazioni. La processione si conclude coi versetti Exaudiat nos e Et fidelium animae.
A questo punto i ministri, allo scanno o in sacrestia, prendono il manipolo; il celebrante, deposto il piviale, anche la pianeta. Si procede quindi alla celebrazione della Messa, nella quale la sola particolarità è l’omissione delle preghiere ai piedi dell’altare.
Questo è lo schema “classico” della funzione delle Rogazioni che veniva utilizzato prima del Concilio Vaticano II.
Don Celestino Piccolini riporta sulle “Notizie dell’Antico Duomo di S.Giovanni, che:
Un culto speciale nutriva il popolo per la SSma Concezione (Immacolata) in questa chiesa, nel devotissimo simulacro che ancor oggi con pari fede è venerato.
La statua della SSma Vergine venne ordinata nel 1627 in legno d’ulivo da D. Giovanni Maria Panico l, il quale ne parlava al popolo tutte le domeniche, ne aveva restaurato la cappella, e la dotava per testamento di tutti i suoi beni… Soleva solennizzarsi dal popolo in modo particolare la festa dell’immacolata agli 8 di dicembre, trasportata per la prima volta all’ultima domenica d’agosto nel 1808.
Diacono Fiorenzo Orati
